Paper Moon
Vi devo spiegare il motivo o anche voi siete già abbastanza infastiditi da tutta questa umanità? Molto bene. In ogni caso: devo sopportare cose, almeno in cambio spero di ricevere robe altrettanto imponenti. 

Il miracolo della letteratura (Saggiatore). Partiamo da un cofanetto, ma non un cofanetto qualsiasi. Questa pachidermica bellezza contiene: Ogni cosa è da lei illuminata di Annamarie Schwarzenbach, I nomadi di John Steinbeck, Lettere d'amore di Emily Dickinson, La gioia maiuscola di essere scrittori di Thomas Mann. C'è anche una versione dedicata alla poesia (Il dono della poesia, appunto), ma questo mi sembra imprescindibile. Tra l'altro un altro bel volumone de Il Saggiatore potrebbe essere La Cultura, una raccolta di grandi voci della letteratura, dell'arte, uscita in occasione della millesima pubblicazione nella collana. 

Kent Haruf (NNEditore). Due cose: se avete letto La Trilogia Pianura dovreste sapere quanto è bella, e di conseguenza quanto sarebbe bello avere un cofanetto del genere. Se non l'avete letta: ottimo! Cioè, malissimo, ma così potete rimediare. 



Alla ricerca del tempo perduto, Marcel Proust (Einaudi). Mi è presa che devo leggere La recherche. Un momento, non è che mi è presa così. Mi sono resa conto che è un sacco di tempo che rimando la lettura e molto probabilmente è anche perché nessuno mi ha ancora regalato il malloppone Einaudi. 



Codex Seraphinius, Franco Maria Ricci e Luigi Serafini (Rizzoli). Che ve lo dico a fare? Qui si scende in quell'infima categoria di libri che avete nella vostra wishlist di Amazon che ogni tanto guardate, sussurate parole dolci e minacciose di fronte allo schermo. Il Natale, questa festa ignominiosa è il momento giusto per affrontare la situazione. Per quello che mi riguarda sto infilando le parole Codex Seraphinius in mezzo a ogni discorso, così, per lanciare messaggi ben chiari. Oppure ogni tanto parto con il pippone: "Sì, il Codex, hai presente? Una grande enciclopedia di metamorfosi e scene grottesche, scritta in una lingua immaginaria! Dai te ne devo aver parlato."



The Resurrectionist, The Lost Work of Dr. Spencer Black, E.B. Hudspeth (Quirk Books). Vedi sopra. Come il Codex anche questo volume illustrato infesta la vostra wishlist su Amazon. E come il Codex è un trionfo cerebrale. Si tratta di due volumi in uno. La prima parte è dedicata a una prima opera di finzione, la biografia  di un presunto Spencer Black, accademico, figlio di un resurrezionista, la cui teoria è raccolta nella sua più grande opera, la seconda parte del libro appunto, The Codex Extinct Animalia. In pratica: e se tra gli antenati degli esseri umani ci fossero creature quali le sirene o i satiri? 



Wonderbook: The Illustrated Guide to Creating Imaginative Fiction, Jeff Vandermeer (Harry N Abrams). Molto probabilmente avrete letto la Trilogia dell'Area X (io vi avevo assillato con particolare efficienza, vedi qui), o magari siete anche voi sperduti amanti della weird fiction e del perturbante. Vandermeer, che ne sa a pacchi (vi consiglio anche il suo blog) ha raccolta in questa guida i consigli, gli esercizi, gli spunti per una buona narrativa fantasy e sci-fi. L'ho messo nella wishlist per voi, perché io da brava canaglia me lo sono già comprata. E per questo ve lo straconsiglio.

Ebbene, questa è la mia lista di robe grosse. Voi? che mi dite? 
In ogni caso, per ispirazioni o motivazioni varie per le quali far spendere soldi agli altri: qui i consigli di lettura, qui i deliri vaganti su libri belli. 
(Niente di speciale o cerebrale. 
Semplicemente, partiamo da un facile assunto:
libro < libro + caffè < libro + caffè + cibo
Una categoria a parte è quella:
libro + alcool.

Al Turn of the Brew partecipano tutti.
Questa volta si tratta di una gatta come me: LeChatNoir)



Questo è il mio triste, tristissimo, spuntino di metà mattina: latte di soia al cacao (non male!) e biscotti ai cereali. Triste, appunto. Per fortuna a risollevare il tutto c’è Elizabeth Strout con Mi chiamo Lucy Barton. E’ un libro che si legge abbastanza velocemente, non perché sia semplice, ma per la prosa asciutta, essenziale, capace però di contenere al suo interno tante emozioni. La protagonista, aspirante scrittrice, a causa di una malattia è costretta per molte settimane in ospedale; inaspettatamente giunge a farle visita sua madre. Le due non si vedono da anni, ci sono tanti silenzi, luci e ombre, tra loro. I cinque giorni e le cinque notti che passeranno insieme serviranno alla giovane donna per cercare risposte a domande che si porta dietro da anni. L’infanzia di Lucy non è stata facile: la povertà, i disturbi post-traumatici del padre a causa del suo passato da soldato, l’emarginazione da parte dei compagni di scuola per la sua condizione familiare. Tutte cose che si annidano dentro di lei come un’oscurità latente. 

“Oggi che la mia vita è cambiata così tanto, ci sono momenti in cui ripenso agli anni della mia prima infanzia e mi ritrovo a dire: Non era poi chissà quale tragedia. E forse non lo era. Ma ci sono anche momenti in cui, all’improvviso, mentre percorro un marciapiede assolato, o guardo la chioma di un albero piegata dal vento, o vedo il cielo di novembre calare sull’East River, mi sento invadere dalla consapevolezza di un buio talmente abissale che potrei urlare, e allora entro nel primo negozio di vestiti e mi metto a chiacchierare con una sconosciuta dei modelli di maglioni appena arrivati. Deve essere il sistema che adottiamo quasi tutti per muoverci nel mondo, sapendo e non sapendo, infestati da ricordi che non possono assolutamente essere veri”.

Io non sono il tipo di persona che piange facilmente – non senza sintomi premestruali – eppure ero quasi in lacrime, mentre leggevo. Ero lì, con loro, in quella camera d’ospedale, sentivo tutto l’amore, il dolore, la tristezza, la tenerezza che accompagnava la loro vita. Il detto e non detto del loro rapporto . Tutti noi abbiamo una storia da raccontare. E’ la nostra storia potrebbe non essere dissimile da quella di Lucy, infondo non sempre il rapporto con i propri genitori è chiaro, pacifico, lineare. Ma questa è la sua storia. Ed è una storia d’amore. Nonostante tutto.

“E’ la storia di una madre che ama sua figlia. In modo imperfetto. Perché amiamo tutti in modo imperfetto.” 


Lei è Lucy Barton, e vi farà commuovere.
No, non è vero, non mi sono meritata nulla. Però devo ammetterlo, ho ammucchiato queste compere dopo qualche incertezza. Insomma, sapevo che non mi meritavo questi libri. Però poi ho ceduto. Ma ho opposto una fiera resistenza, davvero. 



Partiamo con questa bellezza che rientra nell'haul ma in realtà mi è stato dato in prestito dal mio libraio. Lui stava leggendo Io venìa pien d'angoscia a rimirarti di Michele Mari e io ho cominciato a lamentarmi che non trovo mai nulla delle sue opere passate, e lui ha detto che avrebbe rimediato affidandomi Cento poesie d'amore a Ladyhawke. Romantico e nevrotico si preannuncia bellissimo. 


Festa grande nel regno, Fanucci ha finalmente deciso di ristampare la Trilogia dei Lungavista (Farseer trilogy) di Robin Hobb. Ho deciso di recuperare un po' di cose, e questa trilogia fa parte del programma. Il primo volume è appunto L'apprendista assassino e ammetto che sì, ho bramato per parecchio tempo questo volume dopo averne sentito parlare da parecchie persone, ma in realtà so ben poco sui Lungavista e quel che fanno delle loro esistenze. In breve: un figlio bastardo viene cresciuto a corte come assassino. Sicuramente dovrà destreggiarsi dai vari guai che colpiscono tutte le saghe fantasy. 
Cronaca di un acquisto annunciato invece I regni del fuoco di Tui T. Sutherland (Battello a Vapore). Ve l'avevo detto che dopo aver letto l'articolo su La Lettura l'avevo fatto immediatamente ordinare no? (Giustamente, i draghi al potere, una profezia, cinque cuccioli). Non commento neanche questo acquisto vi dico solo: because dragons. 



Qui ho resistito ben poco. Come non provvedere subito del resto? Io sono vivo, voi siete morti di Emmanuel Carrère è la biografia di Philip Dick, con le sue ossessioni, paranoie, deliri su una realtà che secondo lui non era davvero reale, ma solo frutto di un qualche incidente di percorso, un sogno a occhi aperti o uno spettacolo proiettato all'infinito. 
VI invito tra l'altro a osservare quanto sia meravigliosa la copertina (a parte che Adelphi è sempre una delle cause principali che mi portano a dilapidare il patrimonio) con una tavola tratta dall'opera The Religious Experience of Philip K. Dick di Crumb.



Infine due graphic novel. La prima è quella meraviglia di Revolushow di Antonio Falbo e Alessandro Caligaris (quanto bene voglio a Eris Edizioni? Quanto?). Grottesco, crudele, dissacrante. Un occhio puntato sulla realtà e uno su una finzione che, per quanto possa essere surreale, è essa stessa la realtà. 
E Pazienza, che ringraziando il cielo ora è possibile recuperare integralmente (circa) con Repubblica ed Espresso. Alessio ha deciso di iniziare la raccolta e non mi dispiace proprio per niente. 

E comunque no, come al solito non mi sento in colpa. 
Ora ragazzi, io ogni tanto ho il cervello oltre la Barriera. Tipo Jon Snow, quello sguardo vuoto, il volto che vorrebbe esprimere perennemente sano disgusto ma non sa neanche perché alla fine.
Ma voi.
Voi siete persone più o meno decenti presumo. Allora, devo essere io a rendermi conto che dei preferiti di marzo ce ne siamo scordati allegramente?
Io non lo so. 
Quindi vi beccate una lista bella lunga. Anche perché in questi due mesi ho letto parecchia roba bella, è bene fare il punto della situazione.


 

Furore, John Steinbeck. Lo ammetto, avevo paura non mi sarebbe piaciuto. Il punto è che vedevo tutto questo amore incontrollato, tutte queste stelline, mi sentivo a disagio. Non che mi faccia suggestionare da questo tipo di cose, però ovvio, tutti a dirmi "bello, bellissimo" e io mi sentivo un po' strana, sopratutto perché a me Uomini e topi non era neanche piaciuto così tanto. 
Oh, questo romanzo è bello, bellissimo.
"Un romanzo sulla grande depressione americana". No, cioè sì, ma è molto di più. 
Furore è una grandissima storia, il viaggio di una famiglia che sfrattata dalla sua terra (terra e famiglia, tutto il romanzo si potrebbe riassumere in queste due parole) cerca di raggiungere la California, dove ci saranno casette bianche, arance da cogliere, e così tanta uva da farci il bagno. 
Un viaggio che ricorda l'esodo biblico, ma anche qualcosa di fin troppo attuale. 
Il furore che matura nei cuori di questa gente è un furore che non trova mai sfogo, perché non si ha radici, i migranti diventano nomadi e vengono trattati come vagabondi. 
La famiglia Joad ci dimostra in mezzo a tutta questa polvere (e ai disegni insensati che riesce a creare in mezzo a dei terreni disastrati o nel cuore del deserto) cosa si fa, come si fa ad andare avanti, fino all'ultima pagina, che è semplicemente un capolavoro.


La nuova Justine ovvero le disavventure della virtù, Maquis de Sade. Sade è un distruttore, non ha bisogno di alcuna spiegazione (né di spiegarsi).



Purity, Jonathan Franzen. Bello, ma è tutto scritto qui.


 

Sottrazione, Carlo Sperduti.  Il mondo reale, per quanto piegato alle leggi del linguaggio di Sperduti, non perde mai linfa vitale, ed è in continuo divenire. Leggete con calma io mio personale delirio qui.

Dalle Rovine, Luciano Funetta. Questo romanzo è ancora meglio di quanto mi aspettassi.
Il fattore pornografico è unito all'elemento ctonio dei serpenti, crea un percorso allucinatorio, deviato, ma perfettamente cosciente. Sì, l'azione si colloca in una città fittizia, Fortezza, le cui strade ci appaiono senza neanche leggerlo avvolte di nebbia, dove c'è un Quartiere degli inglesi in piena decadenza e il silenzio è claustrofobico. Sì, questa città è onirica, fuori fase, ma quello che fa Rivera è perfettamente reale.
A differenza di altri non ho avuto l'impressione che quello che leggevo non stesse accadendo davvero. I passi di Rivera hanno un senso, sono concreti in ogni luogo, anche a Barcellona, città che in questo caso si fa inquieta e strisciante. 

E anche questo, qui.

 


Anche noi l'America, Cristina Henrìquez. Indovinate un po'? Esatto: qui.

Il Piccolo Regno, Wu Ming 4. Questo libro ci convince, tramite il ricorso a una brillante Eta dell'Oro, con spettri, animali e fogliame al vento, che saremo sempre, sempre piccolissimi.




C'è qualcosa di magico ed appagante nel pubblicare uno wishlist e poco tempo dopo ritrovarsi a postare anche un haul. 
Potrei dirvi che sì, ora ne ho abbastanza di letture ad attendermi (ne avevo già parecchie), che prometto solennemente di non comprare altro fino a giugno (suona più correttamente "di non avere buone intenzioni"), che adesso non cadrò in tentazione e sorvolerò placida ogni libro che urla il mio nome con pon pon da cheerleader. 
Ma non farò niente di tutto ciò. 
Però questo è un bel malloppo.



Prima di tutto i libri che sono scivolati nelle mie mani durante giretti vari in libreria. 
Purity, comprato appena uscito e già divorato (ma non ancora processato, ve l'ho detto). 
Anche noi l'America di Christina Henrìquez (The Book of Unknown Americans è il titolo originale), che era anche nella wishlist (che coerenza!). Ormai NN Editore è sinonimo di buone letture, è risaputo (Khaleesi). Due punti di vista ci permetteranno di osservare il grande sogno americano. Una ragazzina che con i suoi genitori si è trasferita dal Messico, e il suo nuovo vicino di casa, arrivato invece quindici anni prima da Panama. 
Poi finalmente è giunto sano e salvo a destinazione Sottrazione di Carlo Sperduti (Gorilla Sapiens vi adoro alla follia). È già in lettura. Per adesso posso dirvi solo una cosa: geniale. Uno di quei libriccini che vorresti portarti dietro sempre, perché ce n'è sempre bisogno. Si tratta di 34 racconti disposti in ordine decrescente di lunghezza, un dedalo costruito su giochi di parole e realtà menzognere. 
Infine, non contenta, per Pasquetta ho fatto un giro in libreria. Troppo cibo porta a decisioni impulsive, ed avendo io una leggera Sindrome di Colla sulle mani in libreria, mi sono portata a casa il primo volume della collana Indi-Pulitzer di Minimum Fax, edita da Simone Barillari. Si tratta di quattro volumi contenenti le più note inchieste del giornalismo americano. In questo caso Sette pezzi d'America ne raccoglie alcune dedicate ad argomenti mastodontici: multinazionali, esercito, il governo. C'è anche il pezzo di Michael Rezendes per il Boston Globe sui preti pedofili (Il Caso Spotlight insomma).



Poi c'è stato il mio compleanno, giornata di grande rilevanza storica, nonché momento cardine nella storia della Terra di Mezzo (il 25 marzo crollano i Cancelli del Morannon e viene distrutto definitivamente Sauron). Una coincidenza? Io non credo.
Dunque, il mio libraio mi ha regalato Il Piccolo Regno di Wu Ming 4. Ci siamo messi subito a riconoscere i riferimenti ad alcuni romanzi per bambini contenuti nei ringraziamenti, ma che ve lo dico a fare, questo romanzo è un gioiellino. Un'epoca dorata, una banda di ragazzini, un fantasma, un segreto. E una premessa per "La Gente Alta".
All'inizio c'è pure una mappa (realizzata da Brochendors Brothers), garanzia di un'avventura spettacolare. 
Altro regalo di cui son parecchio soddisfatta è Fiori per Algernon di Daniel Keyes (Tea). Soddisfatta sopratutto perché non lo conoscevo affatto, e sono sempre contenta quando mi capita qualcosa di sconosciuto tra le mani. È un romanzo fantascientifico. A un topo, Algernon appunto, viene triplicata l'intelligenza, esperimento che poi verrà tenuto anche su una cavia umana, Charlie. 



Visto che conosco gente fissata quanto me mi hanno regalato anche i Commentari storici di Vincenzo Santini sulla Versilia Centrale. Robina leggera insomma.



Finalmente è mio il tanto agognato Al di là del nero di Hilary Mantel (Fazi). Non ho ancora avuto il piacere di conoscere la Mantel ma sono più che contenta di iniziare da questo romanzo.
Altro regalo ben accetto è la raccolta New York Stories curata da Paolo Cognetti (di cui tuttavia non sono per niente una grande fan, ecco boom! opinione impopolare). Vorrei già buttarmici sopra sinceramente, sono parecchio curiosa. 


E infine, me lo son tenuta per ultimo, la meraviglia. Più bello di una fetta di pizza, più mastodontico della Death Star. Il boxset dei Penguin Little Black Classics, che mi ha regalato il mio ragazzo (si sa, cofanetto sinonimo di amore vero). Sono tutti e 80 i pinguini (80, sì, ripetete con me questo numero).
E niente, devo sprecarmi in descrizioni? 

Fine dell'haul. Navigo in un mare di libri, e sono ben lieta di affogare.
Il titolo del post non ha molto senso, perché io con Franzen non ho bisogno di farla franca.
Se mi è piaciuto Purity? Tantissimo. 
Non fate passare altro tempo, prendetevelo e leggetelo. L'hype che mi ha schiaffeggiato per mesi (io lo volevo già comprare in lingua) non si è dissolto in una delusione vaporosa, per niente.


Ancora una volta la storia è quella di una famiglia. Più o meno. 
Perché non si parte avvantaggiati come nei romanzi precedenti, qui la famiglia c'è, ma non si vede. Come sempre Franzen utilizza diversi punti di vista, mette in scena tutti i suoi personaggi per immergersi completamente in un percorso fatto di emozioni altalenanti e, in questo caso, obbiettivi da raggiungere. 
Perché questa volta non si tratta di fare "solamente" un bel giro sulla giostra della crescita, dei legami, ma di ottenere qualcosa, e viene costruito con una crudele lentezza che porterà alla consapevolezza, quella del lettore, quella di Purity che cerca suo padre, quella di Andreas Wolf che cerca di liberare sé stesso. 
"Andreas venne sopraffatto dal contrasto tra amore e lussuria. L'amore si rivelava un sentimento opprimente, nauseante, stranamente claustrofobico: rinchiuso dentro di lui c'era un senso di infinità, di peso infinito, di potenzialità infinite che potevano manifestarsi solo attraverso una ragazzina pallida e tremante con una brutta giacca a vento. Toccarla era l'ultima cosa che gli veniva in mente. D'istinto si sarebbe buttato ai suoi piedi."
Ogni pezzo va lentamente al suo posto, combacia con gli altri, attraverso un lavoro che comprende salti temporali, legami famigliari e una sana quantità di rabbia.
"Se tu dovessi divulgare il mio segreto, la gente ti crederebbe. Ma se io divulgassi il tuo, direbbero che ho falsificato la mail per qualche ragione malata, perché sono una ragazza. In teoria noi ragazze abbiamo almeno degli straordinari poteri sessuali, ma ultimamente ho scoperto che si tratta di una bugia raccontata dagli uomini per consolarle del fatto che il potere è TUTTO in mano loro."
Del resto, come i romanzi precedenti (inutile cercare di non fare un confronto secondo me), Franzen, con i suoi lunghi periodi e i suoi dialoghi perfetti, riesce a fare un po' male al cuore, ma stavolta è quasi liberatorio. 

Il punto è, Purity ha una trama grandiosa e dei personaggi potenti. Giovani, distrutti, malsani, capaci di raccontarsi in maniera completamente trasparente. 
Del resto si parla di purezza no? Ma Franzen per parlare di tutto questo si insinua nell'America che ha fatto dello spionaggio, dei leaks, un'arma a doppio taglio, dei grandi personaggi disincantati, dell'internet come il nuovo grande totalitarismo. Parla del giornalismo d'inchiesta, della trasparenza legata a una morale, di maschere costruite nel tempo. 
E in fondo questa Purezza tanto ricercata coincide con l'Assassino. Purity che nasconde con astio il suo vero nome, Andreas Wolfe che non trova fine ai tormenti che lo hanno reso quello che è. La vera trasparenza è la paura. Non la stessa paura di vivere in un mondo governato da un regime "così debole e pavido da erigere un muro per imprigionare quelli che aveva liberato". È una paura la cui purezza è corrotta, per sempre.

Purity è un romanzo che parla di ricerca, di segreti nascosti con attenzione, di amicizia e ovviamente di legami. L'unica pecca, sul finale si respira un'atmosfera già sentita, e mente iniziavo il penultimo capitolo e poi lo finivo mi sembrava di star rileggendo Libertà. Quella risoluzione repentina, che sì, ha un senso, però non sono riuscita a viverla con gli occhi spalancati come in tutto il resto del romanzo.
Seconda parte della wishlist dedicata ai libri per bambini. 
Mi rendo conto che parlo ne parlo troppo poco e sono prontissima a rimediare. Come al solito, ho scelto un po' di tutto così magari potete usare questa lista per farvi ispirare in un bel regalo. 


 

La mamma tatuata, Jacqueline Wilson, Salani. Io ho scoperto questa autrice da poco, lo ammetto piena. Sicuramente leggerò i libri in inglese, però la Salani ne ha pubblicati parecchi e credo che questo sia ottimo per iniziare. Sono libri più rivolti al passaggio verso l'adolescenza che per bambini magari, mi ispirano parecchio anche Bambina affittasi e quelli relativi a Hetty Feather (che mi pare non siano stati tradotti però).

 

Fantastic Mr. Fox, Roald Dahl, Penguin. Io punto tutto su questo, però insomma, Roald Dahl lo sappiamo tutti quanti che è un must. Visto che è prossima la trasposizione del GGG proporrei anche una rilettura (sempre Salani).

 

Il libro delle storie di Quentin Blake, Mondandori. Se uno tira in mezzo Roald Dahl non può evitare Quentin Blake no? L'assurdità regna sovrana ovviamente.



Il libro dei nonsense, Edward Lear, Einaudi. Se vi piace Alice non potete non leggere Lear. Anche in questo caso visioni strambe e nessuna ovvietà. Ok, c'è l'edizione Einaudi, ma quella in inglese sembra centomila volta più bella (Faber & Faber).

 

Hilda e il gigante di mezzanotte, Luke Pearson, Bao Publishing. Passiamo a qualcosa un po' più vicino a una graphic novel. Non avete ancora letto Hilda? Gravissimo errore! In tal caso partite dal primo volume, Hilda e il troll. 
Il genere è quello delle "bambine furbissime". Il mondo in cui vive Hilda è il giusto compromesso tra una routine ordinaria e una fiaba in perenne mutazione. Da leggere e rileggere.


Lupetto Rosso, Amélie Fléchais, Tunué. Nuova uscita che inaugura una nuova collana, "Mirari", dedicata appunto ai libri illustrati. Devo spiegare perché dobbiamo assolutamente comprarlo? Insomma, andatevi a vedere qualche anteprima. Io vi dico solo una cosa Amélie Fléchais ha lavorato anche a Song of the sea. Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro.


Attenti al gufo, Sean Taylor e Julien Jean, edizioni Lapis. Ogni volta che sono a una fiera e mi trovo davanti lo stand Lapis sono tentata di prendermi questa meraviglia. Ok, il target è da due anni in su, ma interessa davvero a qualcuno? Un gufo, ragazzi, un gufo.


The Zoomers' Handbook, Ana de Moraes e Thiago de Moraes, Andersen Press. Nuova uscita non ancora tradotta. Un manuale per la cura di animali bizzarri. Suona meravigliosamente bene (lo vedete che quella in copertina è una splendida pecora-tigre?)



Peter Pan, Robert Sabuda, Simon & Schuster. Se non possedete almeno un libro pop up di Sabuda non sapete in quali meravigliose pieghe inaspettate si nasconde la bellezza. Io ho quello di Alice che sicuramente è il must have, quindi vi invito a partire da quello. Ma sono tutti bellissimi (ne ha fatto anche uno sui dinosauri!).


Quindi? Siete ispirati abbastanza per fare un bel regalo? Oppure siete dei pezzenti come me e volete questi libri bellissimi tutti per voi? 


Adoro il fatto che posso stendere una bella wishlist e non sentirmi in colpa. 
Alla fine è Natale (cosa che a quanto pare tutti tengono a ricordarci almeno venti volte al giorno) una wishlist è necessaria. 
Vi invito a sbirciare bene i titoli in questione, ho pescato un po' ovunque, narrativa italiana contemporanea, raccolte di racconti, vincitori di premi vari, libri che meritano in ogni caso. Magari trovate anche qualcosa da regalare a qualcuno.



Dalle Rovine, Luciano Funetta, Tunué. Nuova uscita nella collana narrativa di Tunué. Il protagonista è un amante dei serpenti, nel senso letterale del termine. Deve essere un romanzo straniante, capace di parlare di erotismo e di paura con un fascino davvero letale. 

L'invisibile ovunque, Wu Ming, Einaudi. Qui il loro articolo al riguardo. Wu Ming è sinonimo di bellezza. Tutto qua.

 

Come stare soli, Jonathan Franzen, Einaudi. Mentre cercavo qualche bella raccolta di racconti mi sono imbattuta in questa qui. Sono diversi saggi che trattano temi come la fiducia nella letteratura, i valori e la loro decadenza. La mia esperienza con Franzen è ottima (qui) e anche Zona disagio, un'altra raccolta appunto (qui) era stata una lettura brillante.

Il paradiso degli animali, David James Poissant, NN editore. NN editore vuole che io esaurisca tutte le mie finanze, lo so. Di questa raccolta sento solo parlar bene. Mi sembra pieno di allegoria, sensazioni e voglia di raccontare (quella bella).

 


A little life, Hanya Yanagihara, Doubleday. Malloppone tra i finalisti al Man Booker Prize. Molti non sono stati per niente convinti in realtà ma la trama mi ha catturato parecchio. Romanzo corale che narra la vita di quattro compagni di college. Dovrebbe essere pubblicato in Italia da Sellerio.

Fortune Smiles, Adam Johnson, Penguin Random House. Adam Johnson ha vinto il premio Pulitzer con Il signore degli orfani che straconsiglio essendo stato uno dei libri più belli letti negli ultimi anni e un ottimo rimedio se avete un blocco del lettore. Questa volta con questa raccolta di racconti ha vinto il National Book Award (categoria fiction). Sembra un bel miscuglio di storie spezza cuore e cose assurde.

 

Rosemary's baby, Ira Levin, Big Sur. Terzo volume uscito per Big Sur. Non credo di dover stare a spiegare la trama. Sapete quanto sia fermamente convinta che il Natale sia da dedicare all'horror e questa mi sembra un'ottima opportunità. 

On writing, Stephen King, Frassinelli. Siamo sicuri che devo continuare a metterlo nella wishlist? Ormai anche i muri l'hanno capito. 

 

Trigger Warning, Neil Gaiman, William Morrow. Questo romanzo (che in realtà è un'altra raccolta di racconti) lo vedo ovunque. Ogni volta che apro Goodreads qualcuno lo sta leggendo o lo ha inserito in una TBR. 
"Trigger Warning explores the masks we all wear and the people we are beneath them to reveal our vulnerabilities and our truest selves. Here is a rich cornucopia of horror and ghosts stories, science fiction and fairy tales, fabulism and poetry that explore the realm of experience and emotion."
E non è tutto, contiene anche un racconto di Doctor Who scritto per il cinquantesimo anniversario della serie. Un'altro bel regalo a tema Gaiman potrebbe essere The Sleeper and the Spindle, in collaborazione con l'illustratore Chris Riddel. 



Potrei continuare ancora e ancora. Del resto il mio ragazzo mi ha chiesto di dare qualche titolo a sua sorella che vuole regalarmi un libro e io gli ho dato almeno trenta titoli. 
Per sicurezza, ovvio. Ed è pure in arrivo una seconda parte dedicata ai libri per bambini. 
Ma intanto lasciatevi ispirare, regalatevi o regalate qualcuno di questi libri e fatemi sapere le vostre wishlist! 

La strana biblioteca, ovvero, quando Murakami ricorda Gaiman.
Sarà per il fatto che c'è di mezzo un bambino di fronte a un'incognita terrificante, sarà che c'è di mezze una ritualità onirica che anche per gli standard di Murakami è qualcosa di più, è qualcosa di ben più fiabesco, queste pagine mi hanno offerto una lettura piacevole e molto diversa persino dai soliti racconti di entrambi questi scrittori. Una sintesi di entrambi.


Questa almeno è l'impressione che ho avuto io, ma in ogni caso è un libriccino da recuperare. Il potere di questo racconto è quello di schiudere l'immaginazione. 
Un bambino cade in una trappola insensata, immotivata. Viene rinchiuso nelle segrete di una biblioteca. Deve imparare a memoria tre libri sulla riscossione delle tasse nell'impero ottomano (richiesti da lui, tra le altre cose) e solo se supererà un esame tenuto da un vecchio inquietante verrà liberato. O almeno così spera. 
E ovviamente chi incontriamo nei cunicoli sotterranei della biblioteca? Ovviamente il simbolo dell'assurdo e dell'onirico in Murakami. No, non sono le due lune di 1Q84, ma se conoscete bene i sui romanzi potete arrivarci facilmente. 


Del resto in questo romanzo ci sono dei punti fissi. Reali da far paura. Il libro sulla riscossion delle tasse nell'impero ottomano per dire. O i donuts gustosissimi che vengono serviti al prigioniero. Donuts. In una segreta. O il fatto che la stanza incriminata sia la 107. 
Se in un sogno guardi l'orologio non riuscirai a ricordare l'ora.
E poi ci sono elementi troppo assurdi, quasi fatati. La nostra vecchia conoscenza, la ragazza misteriosa e luccicante che porta la cena, il continuo riferimento allo storno che il protagonista possiede. 
Una confusione che si fa sempre più pressante. 
E le illustrazioni di LRNZ (come sempre fenomenale) sono la goccia che fa traboccare il vaso.


Scorci, visioni da sogno con la coda dell'occhio, che trasmettono un sacco di cose, ma alla fine non sei ancora capace di capire. 
Se Annientamento era un delirio impreciso ma letale con lo scopo di tagliare i vostri ponti con ciò che conoscete Autorità riesce a mettervi di fronte tutto ciò che pensate di conoscere, mostrandovi con una chirurgia malsana che in realtà non ne sapete proprio niente.
Il secondo capitolo della Southern Reach trilogy è una performance grottesca, quasi un capolavoro uscito de La Fura dels Bauls, una danza inquietante intorno a un fuoco terribile, senza proiettare alcuna ombra. E la performance è quella della presa di coscienza dei rischi e delle volontà perdute nell'Area X. 
Due sono i protagonisti di una tragedia annunciata: Controllo e la Southern Reach (di cui è il è il nuovo Direttore). John Rodriguez se viene chiamato così lo capite da soli, un motivo c'è, ma in realtà (d'altronde, banale a dirsi, ma niente è come sembra) di Controllo ne ha ben poco. L'agenzia governativa che si trova a dirigere è impenetrabile e piena di segreti tanto quanto l'Area X. Poche cose, e quelle poche o apparentemente insignificanti o terribili oltre la soglia della sopportazione, Controllo (con le sue paranoie, la sua ricerca impossibile della tranquillità, la sua ingenuità) si troverà ad affrontare un mostro con due teste, entrambi troppo micidiali. 


"Però questa cosa indefinita che sembra volerti distruggere non ha un capo con cui negoziare, nessun obbiettivo dichiarato". 
Controllo inciampa e cade continuamente, viene manipolato e si lascia manipolare. L'ignoto ha il coltello dalla parte del manico, ed è chiaro fin dall'inizio che la ferita sarà letale.
Ed esorcizzare l'ignoto è impossibile. Ciò che si ottiene è solo una brutta sensazione, la voglia irrefrenabile di lavarsi le mani, fuggire via, pensare al passato. Ma è molto più che una semplice compulsione.
L'Area X, come del resto la Southern Reach, è un organismo vivente, subdolo, e sopratutto devastante per il corpo e per la psiche. Il mondo vive in una bolla, la realtà è troppo crudele, i segreti troppo pesanti. L'aria manca fuori così come oltre il Confine. 
Le teorie si accumulano e i fascicoli sembrano inutili quando si affronta il fascino intraprendente di qualcosa che ti attira sempre più a sé, qualcosa che ti confonde, tutto ti distrae dall'obbiettivo.
"Be', dipende dai soffitti alti, no? Vedi cose che non esistono. E le cose che vedi sembrano altre cose. Un uccello può essere un pipistrello. Un pipistrello può essere una busta di plastica che vola. Così va il mondo. Vedi una cosa per un'altra. Uccelli-foglie. Pipistrelli-uccelli. Ombre fatte di luci. Rumori accidentali che sembrano più significativi. È sempre così, dovunque vai."

Le realtà sono molteplici, i fatti inesatti. I finali sconcertanti. La vegetazione è sempre più fitta.
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