Paper Moon
- Che facciamo ora Bob?
Ecco, possiamo cominciare a parlare di Mucho Mojo Club a partire da qui. Perché sta tutto qui dentro. Una raccolta di undici autori cattivissimi, stelle oscure del thriller internazionale. 
Chiedere a Bob cosa facciamo ora ci catapulta in un universo sporco, malandato, corrotto e crudele. Lo abbiamo davanti Bob mentre consulta un taccuino cercando di capire come risolvere un terribile omicidio. 





Perché quello che conta è proprio questo, l'atmosfera. Se non ci cadete dentro a questi racconti, se non siete capaci di farvi bendare e abbandonare in una strada deserta lasciate perdere. Ma non sapete quello che vi perdete. 
Fuga continua di Jeremy Robert Johnson vale da solo il biglietto (autore che io non conoscevo, e che adesso voglio recuperare tutto, tutto, perché dio mio!).
Un racconto potente e sublime, perfetto fino all'ultima dolorosa scoperta. Tutto è sbagliato, e va bene così. Johnson è l'evoluzione della cattiveria di Palahniuk a mio parere, e questo lo rende un autore da divorare in una nottata. 
"Una notte ti sei trasformato in una creatura inquietante, sei strisciato nel suo appartamento quando sapevi che stava per iniziare il suo turno al Sassy’s Bar. Ormai eri un esperto nello scavalcare le finestre, il caldo estivo le faceva tenere aperte a tutti. Ti è sembrato che ci vivesse appena lì dentro, se si escludevano il suo futon disfatto e l’esplosione di vestiti dappertutto. Hai lanciato due paia di mutandine nel tuo CamelBak e sei corso a casa per il festival delle seghe epiche. Hai stretto il perizoma di pizzo giallo alla base del cazzo; poi hai annusato il paio di cotone blu e te lo sei sbattuto fino allo sfinimento. Non sei mai rimasto a corto di fantasie – le tue preferite riguardavano lei che si introduceva nelle case con te, violando ogni stanza."
Poi c'è Jenny di James Oswald, racconto che fa parte della serie dell'Ispettore McLean ambientata a Edimburgo. Una narrazione di una precisione incorruttibile. Bisogna saper tenere il fiato per molto tempo però, siete avvertiti. 
Leggere Mucho Mojo Club è un'esperienza potente, vivida. È una raccolta costruita in modo tale da voler costringervi a smettere di leggere però no, non potete proprio farne a meno. 
Se Orwell in Decline of the english murder rammenta che il crimine perfetto è quello costruito su una base sociale, causato dalla vostra scorretta posizione in un microcosmo ben definito, dal caos famigliare, dall'adulterio, leggendo questi racconti sarebbe stato più che soddisfatto, da Jenny a Favori di Jon Clifford. 
È possibile costruire luoghi affascinanti perché perduti, luoghi che mai avreste potuto conoscere sotto quella luce malsana.
E fu così che dalla mia immaginazione, e grazie ai racconti di Billy e alle esplorazioni in sua compagnia, sorse un’altra città, più concreta e vivida di quella che credevo di conoscere: una città oscura. Una città di reietti che riluceva d’una maestosità guasta: un’architettura della sconfitta di gran lunga più monumentale del brulicante triangolo di negozi e uffici accatastati tra le stazioni ferroviarie e inconsapevolmente lambito dalla grandiosità del suo passato. (La fuga di Billy Micklehurst, Tim Willocks)
Ma si può anche scivolare lentamente nel male, nell'ignoto (perché in fondo si tratta anche di questo no? Di perdersi è basta, senza voler ritrovare l'uscita), per questo in fondo alla raccolta si trova quello che è molto probabilmente il vero momento di terrore, quello originale e completamente puro: Il sangue dell'agnello di Jon Connelly. 
Quindi fatevi abbandonare per strada, entrate in un edificio poco raccomandabile, non temete il buio. Ci sono un sacco di cose che si nascondono lì dentro. 


In occasione di questa caotica e infingarda festività chiamata Natale noi del Book Bloggers Blabbering abbiamo deciso di fare un mini calendario dell'avvento, o meglio, un countdown verso il panettone incombente e il pacchetto incartato male, parlandovi di libri che noi ci portiamo dietro volentieri durante questo periodo. 



Per me il Natale vuol dire due cose: fantasy e horror. Ma se devo scegliere tra i due mi rendo conto che un Natale senza una lettura, o ancora meglio una rilettura, fantasy non ha lo stesso sapore. Il punto è questo: il Natale mi è un po' indigesto. Però ammettiamolo, è necessario. E nel fantasy, in qualsiasi sua declinazione possibile, il Natale è comunque presente. Trasfigurato, più o meno tradizionale, ma c'è. Rifugiarsi nell'atmosfera natalizia di un libro del genere è a mio parere molto più confortevole che sorbirsi il via vai natalizio che affolla casa. Questo perché stiamo parlando di una tradizione così radicata che trovo sfogo in numerosi miti e leggende. Così nella Contea si festeggia Yule e nelle terre di Narnia è possibile incontrare Babbo Natale. Per non parlare poi del fatto che anche nel mondo magico il Natale è un momento di incontro e festa, non solo una semplice festa babbana. 
Il Natale è sinonimo di attesa e fiducia, ed è sintomo del bisogno umano di certezze create a puntino. 

E credo di aver letto il vero libro di Natale proprio quest'anno. Perché il 2016 è stato anche l'anno in cui mi sono imbarcata in una sfida non proprio leggera: recuperare tutta la serie Discworld di Terry Pratchett. Stiamo parlando di quarantuno libri ambientati appunto nel Mondo Disco, luogo situato sul guscio di un'immensa tartaruga che procede lenta nell'universo, sostenuta a sua volta da quattro immensi elefanti. 
Mi auguro che la situazione sia abbastanza chiara. 
Il Mondo Disco è popolato da diverse creature, maghi, semplici umani, ladri, assassini, alberi parlanti, druidi, draghi, troll, e molte altre ancora. E tutte hanno una cosa in comune. L'ultimo giorno dell'anno, The Hogswatchnight (la Notte della Posta al Maiale) attendono l'arrivo di Hogfather: Papà Maiale.
Quindi quale libro migliore di The Hogfather appunto da leggere in questo periodo per portarmi avanti nella mia tabella di marcia del Mondo Disco? E posso subito dirvi una cosa: questo libro mi ha praticamente distrutto il cuore. 




Hogfather fa parte del ciclo Discworld dedicato al personaggio Death. Morte, insomma, uno scheletro parecchio alto, cappuccio e falce. immagino abbiate presente il tipo (o forse no, perché Morte è il personaggio più bello del Mondo Disco credo).
La situazione in cui Morte si trova coinvolto è questa. I Revisori della realtà, creature guardiane dello spazio e del tempo, decidono di eliminare Hogfather. Richiedono i servizi della Gilda degli Assassini per sbrigare il lavoro, e la missione viene affidata all'assassino più psicopatico tra tutti ovviamente. "Mister Teatime does not see the world in quite the same way as other people."
Ma niente è mai così semplice in un libro di Pratchett dove un immenso cast di personaggi viene messo in gioco, così da ritrovarsi alla fine tutti insieme in modo che il lettore possa sbattere la testa contro il muro piangendo e ridendo contemporaneamente (non scherzo). 
I POV principali sono tre: quello di Teatime che cerca di portare a termine il suo lavoro ovviamente, quello di Morte che si fa carico del lavoro di Hogfather in modo che i bambini possano ugualmente ricevere i regali, apparendo in pubblico per tenere vivo il old belief muscle (esatto Morte, con tanto di barba finta e maggiordomo Albert come aiutante guida una slitta trainata da maiali) e infine il POV di Susan, la nipote di Morte, che si mette a investigare sulla misteriosa scomparsa del fat man. 

Ora tutti questi personaggi vanno incontro durante la Hogswatchnight a un processo interiore comune: si ritrovano a mettere in discussione ciò in cui credono. 
Teatime che semplice distruttore non riesce a capire appieno i complessi meccanismi della mente umana e Morte che al contrario ci prova con tutto sé stesso, diventando assurdamente creatrice di fiducia e speranza. E Susan che si trova in un limbo in cui non vuole credere, vuole solo cose normali, una vita normale, nonostante, avendo dei geni un po' particolari, sia in grado di vedere tutte le creature impossibili che infestano il Mondo Disco. Dai bogeymen alla Fatina dei denti. 
Tutti e tre devono fare i conti con una cosa semplicissima: comprendere il bisogno umano di credere in qualcosa. Ed è questo il motivo per cui Hogfather deve essere salvato. 
Le tradizioni hanno radici antiche, primordiali. "But it was much earlier even than that when most people forgot that the very oldest stories are, sooner or later, about blood."
E Hogfather è una divinità che un tempo si occupava semplicemente di far sorgere il sole, o almeno, questo era il lavoro che l'umanità agli albori gli aveva assegnato, ma poi, passando il tempo e di conseguenza le necessità umane, si è ritrovato a portar doni ricevendo in cambio sherry e pork pie. Old gods, new jobs spiega Morte.
Hogfather è la personificazione antropomorfica del Natale e l'uomo è una creatura mitopoietica, ovvero "Means we make things up as we go along."

Terry Pratchett riesce a dissacrare completamente la tradizione natalizia e al contempo portarla all'apoteosi, insieme ai bogeymen e ai disegni che facciamo da bambini, quelli dove il cielo è solo una riga azzurra in cima alla pagina. 
"TRICKERY WITH WORDS IS WHERE HUMANS LIVE."
E il bisogno di credere in qualcosa di irreale è ciò che ci rende così imperfettamente umani. Ci rende creatori, ci rende qualcosa di molto più speciale, malgrado molto più fragile, di creature senza cuore come i Regolatori, che non riescono a concepire nient'altro se non il niente assoluto. Quindi come possono tollerare la fiducia che la razza umana pone nell'universo? E quindi come possono concepire l'immaginazione, e molto probabilmente lo stesso conforto che provo io a leggere un libro fantasy sotto le feste?
La conversazione finale tra Morte e Susan è qui sotto, non è uno spoiler e io vi consiglio di leggerla, stamparla e attaccarla all'albero di Natale, ma vi assicuro che leggerla alla fine di questo libro, una cinica celebrazione del Natale, è qualcosa di ancor più meravigliosamente doloroso. 

“All right," said Susan. "I'm not stupid. You're saying humans need... fantasies to make life bearable.
"REALLY? AS IF IT WAS SOME KIND OF PINK PILL? NO. HUMANS NEED FANTASY TO BE HUMAN. TO BE THE PLACE WHERE THE FALLING ANGEL MEETS THE RISING APE.
"Tooth fairies? Hogfathers? Little—"
YES. AS PRACTICE. YOU HAVE TO START OUT LEARNING TO BELIEVE THE LITTLE LIES.
"So we can believe the big ones?"
YES. JUSTICE. MERCY. DUTY. THAT SORT OF THING.
"They're not the same at all!"
YOU THINK SO? THEN TAKE THE UNIVERSE AND GRIND IT DOWN TO THE FINEST POWDER AND SIEVE IT THROUGH THE FINEST SIEVE AND THEN SHOW ME ONE ATOM OF JUSTICE, ONE MOLECULE OF MERCY. AND YET—Death waved a hand. AND YET YOU ACT AS IF THERE IS SOME IDEAL ORDER IN THE WORLD, AS IF THERE IS SOME...SOME RIGHTNESS IN THE UNIVERSE BY WHICH IT MAY BE JUDGED.
"Yes, but people have got to believe that, or what's the point—"
MY POINT EXACTLY.”


We wih you a #BBB Christmas! 
Qui il calendario degli altri post natalizi:

domenica 18: a clacca piace leggere, il Natale tra cliché degli shoujo manga
lunedì 19: Appunti di una lettrice, il Natale nei libri per bambini
martedì 20: Letture sconclusionate, il Natale tra riletture e odio
mercoledì 21: Paper Moon, il Natale nel fantasy
giovedì 22: LibrAngolo Acuto, il Natale nei romance
venerdì 23: Il giro del mondo attraverso i libri, il Natale nei romanzi gialli

Come ormai dovreste sapere da un'idea di a clacca piace leggere è nato il BBB, Book Bloggers Blabbering, appunto.
Ovvero: 11 blogger si raccontano. Ogni settimana una di loro verrà intervistata da un'altra blogger e ospitata sulla sua pagina. 11 settimane per scoprire qualcosa di più sui bookblog e sopratutto sulle loro creatrici, per scoprire nuovi luoghi dove parlare di libri, nuove persone davvero carine e simpatiche (e saccenti, tipo me).




Tutte le interviste (trovate i link al previous on BBB in fondo a questo post) si compongono di cinque domani uguali per ciascuna, più altre cinque create esclusivamente per l'intervistata. 

Quando è giunto il momento di scegliere chi volevamo intervistare mi son presa al volo l'occasione per tartassare di domande Fabrizia de Il mondo urla dietro la porta. 
Se non conoscete questo blog male, molto male. Fabrizia legge un sacco di cose belle e non esita a consigliarvele, e ammetto, che abbiamo parecchi gusti in comune. Entrambe siamo amanti del perturbante e non esiteremmo a tuffarci nel maelstrom per incontrare da vicino un Grande Antico. Ha un sacco di belle rubriche che spaziano da le grandi scrittrici per Maestre del racconto a Le(ec)citazioni. 
Ma insomma chi c'è dietro questo blog? Quali segreti nasconde? 
Scusate sono in modalità Rita Skeeter. 
Enjoy:

Com'è iniziata la tua avventura da lettrice?


Non inizia proprio come avventura da lettrice ma da chi ascolta leggere. E a leggere era mia madre, la sera, con un librone delle fiabe dei fratelli Grimm. Tutti i ricordi di bambina, come spesso mi accade, sono mescolati in una melassa luminosa a tratti nostalgica o imbarazzante, ma questi momenti li ricordo distintamente. La lettura ad alta voce esercitava su di me un potere inspiegabile che poi cercavo di replicare quando iniziavo a mettere insieme le mie letture. 

Se c'è un libro che ha cambiato il mio modo di leggere e percepire le storie è il Battello a vapore dei racconti fantastici e del terrore di Edgar Allan Poe. Una pubblicazione elegante che poteva entrare in quei posti dove non mi era permesso guardare. Era il mio piccolo segreto e mi piace pensare che i segreti più belli, quelli con i propri genitori, siano i più spontanei e affamati. Portavo il libro ovunque e guardavo le immagini della mummia o dello scarabeo d'oro. Provavo una paura strana che era più una sfida. E non mi sono più fermata.

Com'è nata l'idea di aprire un blog e condividere le tue letture con un pubblico?

Nasce dalla me ragazza, una persona che ora per me sarebbe una sconosciuta. Avevo letto pochissimo all'epoca e cercavo qualcuno da cui avere consigli ed essere guidata. Nasce dalla convinzione di avere qualcosa da dire e di cercare il modo di dirlo. Sto ancora cercando e potrei farlo all'infinito. 

Qual è il tuo libro del cuore e perché ce lo consiglieresti?

Non c'è un vero e proprio libro del cuore o forse non l'ho ancora trovato. Parlerei di punti fermi nel tempo (e qui Doctor Who potrebbe correre in nostro aiuto). Rivelazioni, ecco.
Da Edgar Allan Poe a Lovecraft il passo è stato breve e, altrettanto breve, la scoperta di Stephen King. La mia lettura del Re è impreparata e incompleta ma ricordo benissimo il potere rivelatore di Salem's Lot. C'è del marcio in America e la sua scoperta avviene non con un dramma, una storia romantica, ma viene fuori chiaramente con l'horror, dove l'horror dimostra il suo potere rivelatore. Lo stesso vale per Carrie e vale anche per opere più prolisse come L'ombra dello scorpione, nato come epopea alla Signore degli anelli versione kinghiana.
Da qui sono arrivati gli americani e sono arrivati nel modo più libero e spensierato possibile. Primo fra tutti Fiesta di Hemingway, dalla penna sempre precisa nel sapere dove colpire personaggi e lettore, che ha dato inizio al mio amore per un tipo di narrazione ricamata sull'autore e amplificata nella scrittura. Lo stesso vale per Il grande Gatsby e, allontanandomi temporalmente e stilisticamente, per i racconti di Carver e per quelli di Flannery O'Connor.
Ultimamente con la rubrica Maestre del Racconto mi sto interessando anche all'autofiction e a come diverse autrici rileggono parti della vita nella finzione.


Letture per Maestre del Racconto.

Dietro le quinte: come si svolge la giornata tipo di una bookblogger?

Abbastanza confusionaria. Da circa due anni non vivo più di 12 mesi nello stesso posto. Spostarmi da un luogo all'altro influenza le cose che scrivo e pubblico (in effetti era questa l'idea dalla quale è nata la rubrica Geografie Letterarie).

Un vantaggio e uno svantaggio di essere una bookblogger.

Il vantaggio è accedere al mondo animato dell'editoria. Si è sempre spettatori e lettori, certo, ma il bookblogger mette in atto una critica e rimaneggia i tempi editoriali. Così magari se un libro si è perso tra gli scaffali, perché non ha fatto in tempo ad avere lo spazio che meritava, il blogger può recuperarlo, anche solo per una nicchia di persone. 
Una conseguenza è lo svantaggio di non riuscire a stare al passo con la continua uscita di titoli e novità. Cerco di avere una visione completa del panorama editoriale italiano, tra i più affascinanti a mio parere, anche se continuamente a rischio crisi, mantiene una variabilità sorprendente. Dall'altro non riesco a restituire lo spazio che vorrei a tutti i libri che leggo o che vorrei leggere. E questo, a volte, è frustrante. Perciò la risposta più ovvia negli ultimi anni è stata la biblioteca.

Il tuo blog ha delle rubriche interessantissime, ma tra tutte la mia preferita è sicuramente Le (ec)citazioni. Sono sempre di citazioni molto belle e di una profondità spiccata, unite all'invito di un'ottima lettura. Quali sono i libri con le tue (ec)citazioni preferite e quali sono gli scrittori che pensi siano più in grado di scavare così intimamente nel personaggio?

Mi pare di averlo incluso nelle citazioni, comunque, quando si tratta di scavare nel personaggio ora mi viene da pensare soprattutto a Franzen e al suo Libertà. Ma la mia (ec)citazione preferita in assoluto è la prima (https://ilmondourladietrolaporta.wordpress.com/2015/10/02/le-eccitazioni-1-david-foster-wallace-e-i-meccanismi-interni-dellamore-senza-amore/ ), tratta da Infinite Jest David Foster Wallace rappresenta la frizione tra i meccanismi dell'inconscio e del suo rapporto con l'esterno. Lui scava nel personaggio in una maniera mai vista prima, a volte incomprensibile, complessa che per i lettori potrebbe rimanere sconosciuta.

Un'altra rubrica (perdonami, ma io le adoro) è Geografie Letterarie. Quali luoghi letterari vorresti visitare e con quali autori?

C'è un libraio della città dove sono nata, particolarmente abile e bravo nel suo mestiere, che mi ha detto: “ma tu sei ancora nella fase americana!”. L'America è lontanissima e inimmaginabile. Mi sono accorta del suo ascendente su di me è l'immenso calderone di storie, spesso disimpegnate, ironiche, malinconiche, ma non per questo veritiere. E poi amo le spavalde contraddizioni, il continuo tendere a un concetto aleatorio come il sogno americano (e la sua continua reinvenzione). Inutile dire che vorrei visitare l'America, prima o poi. Inizierei da New York per un viaggio sulla costa orientale.Ma non è detto che non riesca ad accontentarmi della cara vecchia Europa e, perché no, dell'Italia.





Mi sembra che anche tu, come me, sia una consumatrice folle di serie tv. Personalmente penso che alcune abbiamo raggiunto una qualità superiore alla media, tanto da essere opere narrative di altissimo livello. Quali sono alcune serie imprescindibili a tuo parere? (Se hai anche qualche guilty pleasure dì pure! I guilty pleasure sono sempre benvenuti).

Uno degli ultimi guilty plesure è stato True Blood. Partito benissimo nelle premesse: ambientato nel profondo sud, in una piccola comunità di redneck che vedono arrivare stranieri soprannaturali come i vampiri. Mi piaceva l'autoironia, l'ostentazione a volte ridicola della violenza. Poi si è perso con le ultime stagioni.
Per le serie imprescindibili ci sarebbe da fare un discorso analogo a com'è nata la mia avventura da lettrice. Inizio con il telefilm che mi ha cresciuta (e, se volete, che mi ha deviato mentalmente): Buffy l'ammazzavampiri. Joss Whedon per me è un genio e lo dico anche col tono di chi ha un ricordo dolce del telefilm proprio perché è stato il suo primo approccio al mondo dei telefilm. Il regista ha incanalato energie adolescenziali, storie dell'orrore, ironia nera e un'estrema creatività che ha di volta in volta rivisitato leggende (ora mi viene in mente la puntata dove si conosce il fantomatico Dracula), ne ha inventato di nuove e ha rinnovato il modo di raccontare storie a puntate. Insomma, ha creato un mondo in grado di fare una cosa che molte serie americane si dimenticano di fare: crescere e rimanere costante fino alla fine.
Un'altra serie assolutamente necessaria è Mad Men. Parto dagli aspetti più superficiali come la cura delle scenografie e dei costumi. Mad Men è stato per il creatore Matthew Weiner lo studio e l'affresco di un'epoca. Non a caso tra i tanti a cui si è ispirato c'è John Cheever. I personaggi della serie sono quelli dei racconti di Cheever, ma sono vivi. Mi è difficile raccontarlo in maniera ordinata e sensata perché questa serie tv mi fa lo steso effetto dei classici.
Parliamo anche di True Detective, soprattutto della prima stagione, un misto di fotografia e interpretazioni eccellenti. Era da tempo che non si vedeva una serie di un genere canonico, tra il thriller e il noir, che valorizzasse i personaggi anche in relazione ai luoghi dove vivono, con il bel malloppo di americanità sotterranea.
Nel mio sproloquio sulle serie tv anche gli inglesi fanno la loro parte. Ci sono piccole perle come Sherlock (che ora sta spopolando, ma io aggiungerei anche Black Mirror, le prime due stagioni, Utopia, Misfits non le ultime stagioni, Inside No 9). Una delle migliori è Doctor Who, una storia imponente nata dalle premesse più semplici. Doctor Who si rigenera e si rigenera anche grazie alle sue storie. Ogni spettatore può trovare quello che cerca.


La comunità book blogger è un modo per promuovere la lettura in un contesto dove spesso invece molti lettori (ma sopratutto non lettori) sono annebbiati da libri non proprio meritevoli. Secondo te quali sono i meriti maggiori dei blog (ma anche dei canali Youtube) e i loro limiti? Cosa pensi si possa migliorare?


I meriti maggiori dei blog forse derivano dal carattere personale dei testi. Anche se credo che blog non possa essere ricondotto a un genere e a una forma precisa. I blog sono dei mutaforma ed è forse questo uno degli aspetti che li rende interessanti.
I limiti vengono dalle loro stesse caratteristiche: l'essere blog, spesso aperidici, magari confusionari e non strutturati potrebbero creare confusione o potrebbero essere poco fruibili da chi li visita. Il magico mondo del web, più di quello dell'autopubblicazione, ha aperto le porte alla scrittura incontrollata, una libertà spesso declinata male che magari non restituisce lo spazio meritato o meno.


Ovviamente, anche Fabrizia contribuisce all'esponenziale crescita delle nostre wishlist.

Domanda di default che pongo sempre a qualsiasi essere umano, essendo una fissata dei viaggi nel tempo. Dove e quando andresti, e come ti camufferesti per non essere scoperta?


In realtà il mio approccio preferito sarebbe quello di una cabina blu libera di viaggiare sulla linea temporale. Non sono sicura di voler essere spettatrice del mio passato, forse i ricordi è meglio tenerseli imperfetti così come sono. Ma sicuramente sarei curiosa di un futuro che nella mia vita non potrei vedere. E, perché no, vorrei vedere l'origine e fine dell'universo. Non ho grandi pretese, insomma. :P



Un grazie enorme a Fabrizia per aver risposto alle mie più o meno deliranti domande. Andate a seguire il suo blog, su. 

Qui i link del BBB:

Venerdì 7 ottobre - Claudia de Il giro del mondo attraverso i libri intervista Carla di Una banda di cefali 


Venerdì 14 ottobre - Carla di Una banda di cefali intervista Claudia di a clacca piace leggere 

Venerdì 21 ottobre - Claudia di a clacca piace leggere intervista  Irene di Librangolo Acuto
Giovedì 27 ottobre - Simona di Letture sconclusionate intervista Daniela di Appunti di una lettrice 

Venerdì 4 novembre - Manuela di Impressions chosen from another time intervista Erica di La leggivendola 

Venerdì 11 novembre - Daniela di Appunti di una lettrice intervista Diletta di Paper Moon

Venerdì 18 novembre - Erica di La leggivendola intervista  Camilla di Bibliomania 

Venerdì 25 novembre - Fabrizia di Il mondo urla dietro la porta intervista Claudia de Il giro del mondo attraverso i libri 

Venerdì 2 dicembre - Irene di Librangolo Acuto intervista Manuela di Impressions chosen from another time 

Venerdì 9 dicembre - Diletta di Paper Moon intervista Fabrizia di Il mondo urla dietro la porta 

Venerdì 16 dicembre - Camilla di Bibliomania intervista Simona di Letture sconclusionate
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