Dunque? Siete sopravvissuti?
Io direi di sì, nonostante il delirio generale. "Le persone ce dicono di odiare il Natale mentono", non sono d'accordo. Non lo odio tanto quanto il Grinch (niente "doppio odio", ecco) però potesi togliere due o tre elementi del caos generale ne sarei lieta.
Tuttavia.
Molti lati positivi.
Visto che dovevo fare un ordine su Amazon Uk questo è stato un auto regalo. Di Seraphina di Rachel Hartman Ne ho sentito parlare su Youtube abbastanza bene, vedremo (e poi avevo voglia di draghi).
Direttamente dalla mia wishlist. Una sola parola: finalmente. Ho letto la prefazione e mi sto trattenendo dal leggerlo e divorarlo, voglio che sia la mia prima lettura del 2016.
Questa meraviglia è stata del tutto inaspettata. L'Hypnerotomachia Poliphili, romanzo allegorico famosissimo, dietro il cui autore alcuni vedevano il Boccaccio, corredato da xilografie fantastiche. Ci vuole calma e pazienza (che non ho) ma si preannuncia bellissimo.
Tecnicamente i libri sono finiti ma il mio ragazzo mi ha regalato delle meraviglie che meritano di essere mostrate. Prima di tutto il cofanetto che, shame!, ancora non avevo.
E questo gioco meraviglioso. Sono presenti tipo tredici espansioni, ma come non partire con "Il Re giallo" e "L'orrore di Innsmouth"?
E voi?
Tra
gente che chiede cappuccini senza schiuma e creme solari alla ganja mi
sono fatta una minuscola lista di libri che esigo recuperare
quest'estate. Il fatto che come minimo nessuno di questi verrà
spuntato dalla lista passa del tutto in secondo piano. Il criterio di
scelta è: mi vanno.
- La fuga, James Dashner. Ok, il primo ha passato l'esame. Sono curiosa di proseguire con la saga (miracolo!).
- Joyland,
Stephen King. Secondo me l'estate è il periodo migliore per leggere
King. Sarà che quando esco da lavoro immergermi nella sua narrazione
genuina mi fa bene al cuore e alla testa, ma sono convinta che sa
capace di offrire una quantità gustosissima di adrenalina che
d'estate ci vuole. In realtà ero indecisa se recuperare prima
"Doctor Sleep", ma ho il timore che sia una delusione
tremenda.
- Undici
Solitudini, Richard Yates. Lo devo leggere da una vita. È abbastanza
breve, e, leggendo la trama, essenziale. Ho l'impressione che sia
capace di stritolarti come Carver.
- Quella
sera dorata, Peter Cameron. Nella trama viene definito come "una
commedia brillante e feroce", praticamente un tizio si impiccia
negli affari di una famiglia per scrivere la biografia di uno
scrittore famoso. Di Cameron ho letto tempo fa "Un giorno questo
dolore ti sarà utile" che ho davvero apprezzato, un libro
capace di fare molto male forse, ma senza essere pretenzioso.
- Più
lontano ancora, Jonathan Franzen. Jonathan, amico mio. La scorsa
estate "Le correzioni" mi hanno regalato giorni (pochi
perché l'ho divorato) di beatitudine. Sincero,crudele, vivo.
Quest'opera è una specie di autobiografia, Franzen ha passato giorni
su una piccola isola nel Pacifico.
Diciamo
che queste sono le letture che recupererò quest'estate, o almeno
spero, ma sopratutto quelle che servono a incanalare il mio
nervosismo e la mia esasperazione dopo il lavoro. Le vostre liste?
Stephen King ha stilato una gran bella listina dei suoi dieci libri preferiti. Il mio carissimo amico Stephen (amiconi dal lontano 2000 noi eh), ha gentilmente risposto alla richiesta del giornalista J. Peder Zane, che ha chiesto a diversi scrittori quale fosse appunto la loro top ten narrativa per il suo libro "The Top Ten: Writers Pick Their Favorite books". Il libro è stato pubblicato nel 2007, ma il progetto è continuato, portando alla creazione di un meraviglioso sito pieno di liste (uno struggimento dolcissimo per non mettersi a far niente e riempire pagine di Moleskine con nuovi libri da comprare). I suoi libri preferiti sono dunque:
- The Golden Argosy, Van H. Cartmell & Charles Grayson. Short stories insomma.
- Le avventure, Huckleberry Finn di Mark Twain.
- I versi satanici, Salman Rushdie. Io scema non avevo mai letto la trama decentemente.
- McTeague, Frank Norris.
- Il Signore delle mosche, William Golding. Bello e brutale.
- Casa desolata, Charles Dickens
- 1984, George Orwell
- The Raj Quartet, Paul Scott
- Luce d'agosto,William Faulkner. Mi sento ancora più in colpa ora.
- Meridiano di sangue, Cormac McCarthy
In molti si sono stupiti. Ma come, Stephen King, gran maestro dell'horror, quello che ha infilato un clown assassino/personificazione del male in un tombino pronto ad amputare bambini, non ha nemmeno un libro di Poe, di Lovecraft, di Chambers? Nemmeno una cosina come Bram Stoker.
No, e mi pare giusto. Ora, spesso ha detto a chi si è ispirato per i suoi lavori, tra i molti, è stata citata anche Shirley Jackson (di cui potrei osannare per ore il libro "L'incubo di Hill House", a mio parere un tuffo nell'ignoto e nell'ansia incredibile). Innumerevoli sono anche i riferimenti all'universo mostruoso di Lovecraft (vedi Yog-Sothoth). Tuttavia, se qualcuno ha letto e amato i libri di Stephen King si sarà accorto che la paura del buio non è altro che un meccanismo per innescare il ben più terribile e spaventoso inconscio umano.